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Lo Svezzamento e i Suoi Molteplici Significati - Seconda Parte

Conseguenze della domesticazione: i cuccioli di cane

    

Molti dei comportamenti adottati dalle lupe nei confronti dei cuccioli sono scomparsi quando, con la domesticazione, il cane ha perso in parte o del tutto la capacità di cacciare per nutrirsi, e spesso il branco di cui fa parte è composto da soli umani. Se la madre non ha latte a sufficienza o per qualsiasi altra ragione (malattia, morte, scarso istinto materno, aggressività verso i cuccioli, …) è il proprietario che deve prendersi cura dei piccoli e provvedere ai loro fabbisogni finché non saranno in grado di arrangiarsi da soli, in quanto in genere non esistono zie che possano prendersi cura dei nuovi nati. Anche nel caso in cui la mamma sia presente e concentrata nel suo ruolo, al momento dello svezzamento sarà l’uomo a fornire l’alimento sia a lei che ai cuccioli.
     Nella specie canina il fenomeno del rigurgito è praticamente inesistente; per facilitare quindi lo svezzamento alimentare è consigliabile fornire ai cuccioli una ciotola contenente delle crocchette ammorbidite nell’acqua tiepida ed eventualmente cosparse con del latte in polvere per cuccioli. La consistenza così ottenuta, simile alla poltiglia rigurgitata dalla lupa, rappresenta un buon compromesso fra la densità del latte e l’alimento con cui in futuro i cuccioli dovranno essere alimentati. Sarebbe consigliabile utilizzare per lo svezzamento lo stesso alimento dato alla fattrice durante l’ultimo terzo di gravidanza e l’allattamento; è stato infatti dimostrato, tramite uno storico esperimento condotto su una cucciolata la cui mamma era alimentata con crocchette aromatizzate con essenza di timo, come i sapori passassero sia nel liquido amniotico attraverso la placenta che nel latte materno (7). Infatti durante le poppate i cuccioli tendevano a scegliere le mammelle che erano state spennellate con una soluzione aromatizzata di questa spezia, a riprova del passaggio transplacentare del timolo e di come questo influisse sul senso del gusto. Del resto, è innegabile che anche negli umani quando la mamma mangia qualcosa dal sapore particolare il latte può assumere un gusto sgradevole che il neonato può anche rifiutarsi di mangiare. Per questo motivo sarebbe consigliabile, nei periodi sopraindicati, alimentare la mamma con un prodotto per cuccioli: oltre a fornire la giusta concentrazione di calorie in pochi grammi, facilitando quindi la copertura dei fabbisogni elevati della gravidanza, il sapore trasmesso ai cuccioli li guiderà durante l’adattamento alla nuova alimentazione. Inoltre la spruzzata di latte in polvere darà quel sapore simile all’alimento principale della loro dieta che ne faciliterà ulteriormente l’assunzione. Non è consigliabile svezzare i cuccioli fornendo solo carne fresca, anche se omogeneizzata: l’elevato contenuto di fosforo e la scarsissima presenza di calcio rischierebbero, in questa fase, di causare squilibri alla crescita dell’ossatura scheletrica e muscolare, con ripercussioni nello sviluppo futuro.
     Durante tutto questo periodo è importante pesare i cuccioli ad intervalli regolari: una mancata crescita, anche di pochi grammi, di un solo cucciolo potrebbe significare difficoltà nell’assunzione dell’alimento, ma il problema sarebbe limitato a quel singolo caso; una crescita stentata di tutta la cucciolata invece potrebbe significare sia che la quantità di latte prodotta dalla madre o il contenuto calorico sono insufficienti a nutrire tutti i cuccioli, oppure che per qualche motivo i piccoli non assumono il latte dalla madre (ha un sapore sgradevole a causa di qualcosa che ha mangiato, o c’è un’infezione alla mammella in corso,…). Mano a mano che i cuccioli prenderanno confidenza con il nuovo alimento si potrà diminuire gradatamente la quantità di acqua e di latte in polvere, fino ad arrivare alla somministrazione delle sole crocchette.
     È importante soffermarsi un attimo sulla differenza che esiste fra lo svezzamento dei cuccioli di taglia piccola e quelli di taglia medio-grande: nei primi la lattazione copre generalmente il periodo di crescita più intenso, rispondendo quindi in modo adeguato alle loro esigenze. I secondi al contrario quando vengono svezzati e lasciano il latte materno devono ancora effettuare la parte più impetuosa della loro crescita (soprattutto muscolare e scheletrica), i cui fabbisogni verranno coperti con l’alimentazione fornita dall’uomo. L’aggiunta di integrazioni minerali ad una razione industriale già perfettamente bilanciata e calcolata su queste necessità rischia, in questo periodo, di causare precoci ed irreversibili calcificazioni in grado di compromettere lo sviluppo e la crescita dei piccoli.
     Anche nei cuccioli di piccola taglia è necessario prestare particolare attenzione alla razione fornita durante lo svezzamento; questo perché durante la crescita si stabilisce e si forma il numero di adipociti (cellule destinate all’accumulo di sostanze grasse) che persisteranno anche nell’individuo adulto. Nei cuccioli di razze piccole tale periodo è corrispondente al momento in cui si passa dal latte alle crocchette, ed un eccessivo apporto calorico in questa fase potrebbe condurre ad un’obesità iperplastica molto più difficile da risolvere di un’obesità che può sopraggiungere con l’età adulta (obesità ipertrofica). Sarebbe pertanto importante in questa fase, pur lasciando le crocchette ai cuccioli ad libitum, controllare che l’assunzione sia calibrata e non eccessiva. Questo vale anche nei cuccioli di taglia grande, nei quali un eccesso energetico potrebbe portare ad un’accelerazione della crescita con conseguenti disturbi dell’accrescimento (per es. osteodistrofia ipertrofica, displasie da peso eccessivo).

     Come nel branco di lupi, lo svezzamento alimentare si affianca a quello comportamentale, nel quale i cuccioli iniziano a prendere coscienza di sé e del mondo che li circonda, e solitamente coincide con il periodo durante il quale lasciano la madre e vengono affidati ai nuovi proprietari. È importante rispettare i tempi e i modi in cui questo passaggio viene eseguito, per limitare la probabilità di comparsa di problemi comportamentali in futuro. Lo svezzamento è in effetti un momento critico nella vita del cucciolo, come visto precedentemente analizzando il comportamento del lupo. Ancor di più se si considera che nel cane l’assenza di un’adeguata socializzazione potrebbe pregiudicarne l’inserimento nella società e portare a fenomeni di aggressività verso bambini o altre persone che porterebbero all’esclusione del cucciolo dalla vita sociale (quand’anche si evitasse l’eutanasia…).
     Allontanare troppo presto i cuccioli dalla madre e dai fratelli, prima delle 5 settimane di vita, è causa di problemi comportamentali sia a carico della madre che dei cuccioli: lo stress cui è sottoposta la cagna infatti può essere responsabile di apatia, irrequietezza, aggressività, continui lamenti e ricerca dei piccoli, che in alcuni casi possono protrarsi anche per periodi di tempo medio-lunghi. Inoltre, nel caso di successive cucciolate, potrebbe manifestare comportamenti esageratamente aggressivi nei confronti dei padroni o disinteresse per la cucciolata, atteggiamenti che a loro volta potrebbero venire trasmessi ai cuccioli. Negli stessi un allontanamento troppo precoce dalla madre si rende responsabile di alti livelli di stress accompagnati da ritardi nello sviluppo, alterazioni del sonno, apatie, problematiche comportamentali legate alla mancanza di un apprendimento corretto della comunicazione e conseguenti fobie e paure. Nel caso dei cuccioli può essere controproducente anche ritardare oltre le 10-12 settimane l’allontanamento dalla madre con conseguente affidamento ai nuovi proprietari, soprattutto se non viene rispettata e sfruttata la finestra di socializzazione. Nel caso in cui infatti non si permettesse ai cuccioli di sviluppare correttamente le sinapsi neuronali, attraverso un’adeguata conoscenza del mondo esterno e degli stimoli relativi, essi diventeranno cani adulti paurosi di tutto quello che non hanno incontrato e avuto modo di conoscere in queste settimane (e la paura può trasformarsi in timidezza o al contrario in un’eccessiva aggressività).
     L’allontanamento dalla madre dovrebbe essere effettuato in modo graduale, spostando la fattrice in un altro ambiente durante il giorno per qualche ora. Non è consigliabile togliere tutti i cuccioli in modo improvviso: questo potrebbe causare sia problemi comportamentali (un allontanamento brusco non è mai raccomandabile) sia fisici perché comunque la cagna non smette di fare latte all’improvviso e si potrebbe rischiare una mastite.

     Concludendo, lo svezzamento è quindi un momento fondamentale per la vita del cucciolo, in grado di condizionare sia la crescita fisica che mentale del cane e soprattutto il suo futuro inserimento nel mondo. Un cucciolo sano, correttamente svezzato e soprattutto adeguatamente socializzato è sicuramente il primo passo per promuovere il vostro allevamento e il mondo della cinofilia.


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Lo Svezzamento e i Suoi Molteplici Significati - Seconda Parte

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Lo svezzamento e i suoi molteplici significati - prima parte

 
 
 
 
 
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